Con un ventaglio di piume sul capo, il becco lungo e ricurvo e le ali striate di bianco e di nero l’Upupa è immediatamente riconoscibile. Ma ciò che di più la contraddistingue è la cresta piumata, che solleva quando è in stato di all’erta o durante il corteggiamento. Ed è davvero facile osservarla qui attorno: mentre vola bassa sui prati, o si posa sui muretti a secco oppure fruga nel terreno alla ricerca di insetti e altri piccoli invertebrati. Ama gli ambienti aperti, caldi e assolati: coltivi e incolti, con boschetti, vecchi alberi sparsi o filari, manufatti vari. Di solito nidifica in cavità naturali – nei tronchi degli alberi o in anfratti delle rocce – ma non disdegna i vecchi ruderi e le fessure nei muri in pietra. Il suo richiamo sta nel nome: è un inconfondibile “up-up-up” che risuona nei giorni di quiete. Sentirlo è un piccolo segnale che l’ambiente qui è ancora sano e ricco di vita e che le campagne circostanti sono coltivate come da tradizione, lasciando all’Upupa, alla Cinciarella e a tanti altri animali il controllo degli insetti dannosi alle colture.