In primavera i prati qui attorno si animano di fiori. I più belli e appariscenti agli occhi dell’attento osservatore sono quelli delle orchidee selvatiche, piante di grande fascino che uniscono bellezza, complessità e fragilità: il loro fiore è particolare: ha un petalo - il labello - che funziona come pista d’atterraggio per gli impollinatori. Alcune sono maestre di seduzione per gli insetti e ne imitano il profumo, il colore o addirittura la forma per attrarli e farli posare su di sé. I semi non contengono riserve nutritive e per germogliare hanno bisogno dell’aiuto di funghi microscopici, con cui instaurano una relazione obbligata. Senza questi funghi, il seme non può svilupparsi. E proprio perché dipendono dai funghi e da habitat molto specifici, le orchidee sono lente a crescere e sono molto sensibili ai cambiamenti ambientali: fertilizzanti, sfalci troppo precoci, compattamento del terreno o modifiche del paesaggio possono portare all’estinzione locale. La loro presenza indica un ambiente sano, poco disturbato e con una buona biodiversità. Per questo sono considerate piante preziose e sono protette.