Il suo dorso maculato di verde smeraldo sembra dipinto a mano, perfetto per mimetizzarsi tra la vegetazione lussureggiante. A differenza del Rospo comune, che preferisce boschi e umidità, il Rospo smeraldino ama gli ambienti aperti: campi incolti, radure, margini dei sentieri. È un ospite discreto, ma in primavera si fa sentire eccome: il suo richiamo è un trillo metallico e acuto che riecheggia nell’aria, soprattutto nei pressi di stagni e piccole pozze temporanee. Tra i mesi di marzo e agosto le femmine depongono migliaia di uova, disposte in lunghi cordoni gelatinosi… Entro 2 mesi dalla schiusa tanti piccoli rospetti smeraldini completeranno la metamorfosi e lasceranno le zone umide per spostarsi nei luoghi della vita adulta. È una specie molto resistente e sa convivere bene con i paesaggi agricoli, in cui svolge un ruolo importante nel controllo delle popolazioni di insetti… anche in orti e giardini. La sua presenza indica habitat sani e poco disturbati, perché questo anfibio è molto sensibile all’inquinamento, alla frammentazione degli habitat e alla banalizzazione degli ambienti naturali.