Quando la vedi svolazzare nei prati sembra quasi un piccolo aquilone che danza al vento, con due code lunghe e sottili che la rendono subito riconoscibile. È il Podalirio, una delle farfalle più eleganti e grandi d’Europa. Ama i pendii soleggiati, i margini dei boschi e i frutteti, habitat che da queste parti non mancano di certo.
Il suo nome è quello di un medico - figlio di Asclepio, dio greco della medicina – che con il fratello Macaone (anche questo è il nome di una bella farfalla) curava i feriti durante la guerra di Troia. I suoi bruchi – un capolavoro di mimetismo - si nutrono soprattutto su arbusti di prugnolo e biancospino: hanno un colore verde vivo con sottili linee gialle e quando si sentono minacciati estroflettono due piccole appendici arancioni che rilasciano sostanze maleodoranti per allontanare i predatori. Il podalirio è un altro segno della ricchezza di biodiversità delle valli del Taro e del Ceno: un ambiente vario, con prati, coltivi, siepi e boschi che offrono tutto ciò di cui questa farfalla ha bisogno.