Tra i prati assolati, ai margini dei boschi di latifoglie, una farfalla grande e discreta si muove con un volo maestoso ma tranquillo: è la Circe, una delle farfalle più eleganti dell’estate appenninica.
Il suo nome richiama la maga dei miti greci… e in effetti un po’ di magia c’è: quando si posa su un tronco, le ali chiuse la rendono indistinguibile dalla corteccia… Un mimetismo efficace per sfuggire a lucertole, uccelli e altri predatori. Le femmine depongono le uova sulle foglie di graminacee spontanee, che forniranno nutrimento alle larve. Durante l’inverno i bruchi trovano riparo tra le foglie secche e in primavera riprendono la metamorfosi trasformandosi in crisalidi. Da qui, in estate, emergeranno giovani adulti. La sua presenza ci indica ambienti ricchi di fioriture spontanee, dove farfalle a altri insetti impollinatori trovano cibo e rifugio. Se la incontrate durante una passeggiata, fermatevi a guardarla: ogni sua sfumatura racconta l’equilibrio tra bellezza e adattamento all’ambiente.