Discreto ma curioso, il Capriolo si mostra per lo più all’alba o al tramonto, quando l’aria è più fresca e silenziosa. Con un po’ di fortuna e tanta pazienza lo puoi osservare mentre bruca erbe e germogli in prati e radure. I maschi portano piccoli palchi, due stanghe simmetriche che perdono ogni anno in autunno e che ricrescono alla fine dell’inverno avvolte dal “velluto”, un tessuto morbido e fortemente vascolarizzato. I piccoli nascono tra la metà di maggio e l’inizio di giugno. Hanno un mantello maculato che li rende praticamente invisibili ai predatori ed è per questo che nelle prime settimane di vita restano immobili, perfettamente mimetizzati nell’erba alta. Se ti capita di trovarne uno durante una passeggiata, osservalo da lontano, ma non toccarlo… non si tratta di un cucciolo abbandonato e presto la madre andrà da lui per allattarlo. Ah, dimenticavo… se ti capita di sentirlo abbaiare – hai sentito bene: abbaiare! - non ti sbagli: si tratta di uno schiocco che emette per segnalare un pericolo o per marcare il territorio.